È Carnevale.
Maschere, coriandoli e tanti dolci arricchiscono i nostri ricordi e richiamano vecchie tradizioni. È proprio da queste tradizioni che ripartiamo, cercando di farle conoscere ai nostri piccoli ospiti, scoprendone il significato più vero, più profondo.
Infatti, prima di entrare in questa realtà, molti dei nostri ragazzi erano abituati ad indossare già una maschera, la maschera dei cattivi ragazzi; quelli su cui fare ricadere sempre ogni colpa, coloro che vengono costantemente rifiutati, mai compresi.
Eppure, appena entrati in contatto con questo “nuovo mondo”, pronto ad ascoltarli ed accoglierli, quella maschera così invadente, improvvisamente cade insieme a tutti quegli atteggiamenti che gestivano tempo e spazio, azioni e desideri.
Così quel “costume” che serviva per sopravvivere alle intemperie della depressione, della paura e dell’angoscia, oggi viene gettato via per riscoprire la propria identità, la propria capacità di essere ed esistere.
A Carnevale tutti scelgono di travestirsi dei personaggi più amati e famosi.
I nostri ospiti, invece, indossano l’abito nuovo del supereroe che ha attraversato le sfide più impervie, ha salvato principesse dal mostro del male, liberando piccoli pirati che hanno cavalcato le più alte onde del malessere e del dolore. 

Per questa ragione, Carnevale viene festeggiato, nelle nostre Comunità, con musica, gioia ma anche nei racconti di tante storie ricche di mille avventure a lieto fine.

Nessuna maschera ci fa più paura.
Noi siamo pronti a gettare via ogni maschera per dimostrare chi siamo in realtà.
Lo siete anche voi?

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