L’autunno è ormai arrivato da tempo eppure cominciamo a sentirne il profumo solo adesso. Una stagione di cui molti poeti ne hanno esaltato la malinconia, la nostalgia, persino la caducità.
Noi cerchiamo di spazzare via tutto questo dallo sguardo dei nostri ragazzi, quelli che la società definisce “esclusi”, “non amati”, per far riscoprire la bellezza di ogni tempo. Infatti, molti dei nostri ragazzi hanno una straordinaria capacità di amare che va saputa ricercare, cogliere nell’impossibile, esplorare nella quotidianità ed, infine, una volta trovata, saperla conservare senza farla fuggire via.
Basterebbe, infatti, una sola parola, un gesto affinché tutto venga spazzato via in un attimo.
Ecco perché questa stagione diventa un momento di profonda riflessione in preparazione del periodo più bello dell’anno, il periodo della Luce, il periodo della Rinascita, della manifestazione della Fede.
Una foglia cade dietro l’altra ma, con queste, viene ritrovata anche la possibilità del cambiamento, di rinnovamento.
È questo che diventa fondamento del nostro lavoro, della nostra missione, della nostra opera di speranza.
