“Forza ragazzi, oggi si gioca con i colori!”. Alcuni esitano, alcuni si dileguano con qualche scusa inventata al momento, altri borbottano, eppure, tra loro, c’è sempre qualcuno che decide di sedersi immediatamente e, incuriosito, ascolta le dettagliate istruzioni che incorniciano l’attività del momento. Pennarelli, tempere, pastelli e colori a cera danno vita ad un sogno, trasformando quel momento in un attimo da dedicare all’immaginazione, alla fantasia, ad una creatività scoperta, ritrovata. Tra un pastrocchio e l’altro, anche il piccolo schizzo prende vita e descrive un’emozione, una paura, un mondo da esprimere. Le risate e i racconti richiamano tutti gli altri ragazzi che, affacciandosi da quella porta, ritrovano una stanza completamente diversa da come l’avevano lasciata. I colori, infatti, hanno preso vita e parlano, danzano, ascoltano. Così, all’improvviso, tutti i nostri ragazzi si ritrovano insieme e, tra mani impiastricciate e volti sorridenti, colorano, dipingono, si confidano.
La scelta di un colore esprime un linguaggio unico che racconta desideri, progetti ed è cosi che, un semplice gioco, diventa espressione di un attimo intenso, indimenticabile. I colori, infatti, non devono essere solo visti ma sentiti affinché si possa cogliere quella risonanza emozionale che solo loro sanno sollecitare.
