“Aggiungi un posto a tavola..”, recitava una commedia di tanti anni fa. Nel vissuto di alcuni di noi, questa frase ha segnato un traguardo insormontabile e spesso ci piace ricordarla quando viviamo momenti di convivialità con i nostri ospiti. Sedie colorate occupate da storie, a loro volta, così diverse ed uniche. Protagonisti sono piedi che vengono da tutta Italia ed anche un po’ più in là. Piedi che hanno attraversato e camminato tanto, che hanno combattuto contro paura e tradimenti in cerca di un Rifugio che potesse accoglierli ed accettarli nella fragilità della loro esistenza. Cammini lunghi e tortuosi affrontati con occhi stanchi e solitari, tormentati dal richiamo di un passato che non volevano più.
Dopo lunghi giorni di viaggio, quei piedi si sono ritrovati in un unico luogo, bussando ad una nuova porta anche se spaventati da un ulteriore, violento rifiuto. Eppure, in un attimo, sono stati accolti, curati, ripuliti dalla violenza che aveva attraversato il loro corpo e rigenerati da parole di pace che assaporano di casa. Oggi, eccoli qui. Intorno a questo tavolo mentre sorridono, piangono, raccontano di quel lungo viaggio che li ha condotti fino a qui. I loro occhi, spesso, rivivono la solitudine di quelle strade eppure adesso è solo un ricordo lontano che echeggia nell’immensità di una nuova speranza. È doloroso ma ogni racconto ci immerge, ogni volta, in una nuova esistenza che, se prima era destinata a sparire senza importare niente a nessuno, oggi ha ripreso a battere nella certezza che si può ricevere una nuova opportunità, un nuovo traguardo, un nuovo modo di vivere.
