31 Marzo 2020
#iorestoaolmopanno
La comunità, ai tempi del Corona Virus, è un ambiente surreale. Sembra che abbia nevicato. Tutto intorno è immobile. C’è silenzio…quasi non si sente neanche il mare!
Così, mentre tutto intorno il silenzio e l’immobilità sono i padroni indiscussi del circostante, così amato e vissuto, in comunità tutto è in fermento. La scuola on line, la cucina che sforna merende fumanti e profumo di casa. La lavanderia sempre in funzione … (così intanto facciamo le pulizie di Pasqua! NDR). I giochi da tavolo sempre in mezzo. La musica che suona mentre qualcuno sta lì a fare una video chiamata. Si disegna e si crea mentre le giornate scorrono tutte diverse ma tutte uguali perché … lì fuori era proprio bello!
I ragazzi sembrano aver dimenticato le loro rivendicazioni contro il mondo perché lo stato delle cose è abbastanza intimidatorio. E così, ogni mattina, c’è chi fa il bollettino riassuntivo della situazione scovato su internet.
All’inizio è stata dura! Spiegare ai ragazzi che tutto era sospeso è stato come comunicargli la bugia più colossale del mondo!
Uno scherzo!
Superato lo shock è subentrata la fase autolesionistica (così cara ai nostri giovani ospiti): “non me ne frega niente del Corona Virus!
Io esco uguale! Questa è tutta una c…..a”
Poi, dopo le rimostranze di tipo legale sull’incostituzionalità di tale disposizione, si sono arresi al decreto e al … nostro amore! L’Amore fa sempre un gran bene! Non starete a casa con l’educatore in turno. Staremo a casa tutti insieme.
Tutti qui.
Le cose viste così sono diverse.
È un po’ come Natale in famiglia.
I tempi sono lenti e pieni di coccole. In realtà poi non è proprio così! I tempi non sono lenti e le coccole sono vietate! Ma stiamo tutti insieme e questo non è da sottovalutare!
Certo, le giornate sono lunghe e anche un po’ grigie, complice anche questo brutto tempo che ci vieta perfino il bellissimo giardino. Anche Febo (il cane) preferisce unirsi a noi in casa.
Gli abbiamo spiegato che lui non deve temere il Corona Virus. È immune! Ma, Febo è sordo! E non ci sente! Glielo diciamo sempre che se non fosse stato sordo non sarebbe mai arrivato! C’è sempre così tanta confusione fatta di vita da adolescenti!
Febo, invece, ha solo ascoltato i cuori. Non si è fatto ingannare dalle apparenze. Lui lo sa. I cuori dei ragazzi sono tutti belli. Lui si mette ad ascoltarli come se ascoltasse la musica.
Così è arrivato! Per questo si è fermato!
Le giornate al tempo del Corona Virus sono animate da un ritmo diverso dal solito. Non è un ritmo lento. Al contrario e un bel Rock ma è … malinconico.
Tutto interrotto.
Giovani vite, che avevano ricominciato a sperare attraverso una normalità tanto artificiale quanto fondamentale, hanno dovuto lasciare tutto.
Si sono stretti cuore contro cuore sapendo che tutto, proprio tutto, sarebbe stato interrotto.
“Fino alla data del 2 aprile, vero?”
“Fino al 25?”
“Non oltre vero?”
Tutto bloccato: Scuola, amici, sport, uscite, gite … visite dei familiari o rientri a casa. Tutto immobile.
Insomma “tanta roba”.
Ci siamo stretti insieme e … abbiamo acceso un falò con i cuori affinché potessimo riscaldarci e non temere il freddo della quarantena e della immutabilità.
Abbiamo disatteso il tanto reclamizzato #iorestoacasa e lo abbiamo rimpiazzato con #iorestoaolmopanno.
Così ci siamo trasferiti tutti in comunità.
Il motto “tutti per uno e uno per tutti”.
Le nostre giornate si sono incastrate con le loro e questo ci sta rendendo più forti. Più uniti. Insieme non sentiamo l’isolamento e ci sorreggiamo nella certezza di Ri-Uscire.
Questa storia non ci ridarà il nostro ieri. Le nostre vite non ripartiranno dal momento esatto in cui siamo stati interrotti. Ci affacceremo a vite nuove. Nulla sarà più “come prima”.
Non potremo uscire dalla quarantena guardando indietro. Abbiamo l’obbligo di guardare avanti.
Le giornate assumono così il sapore di un’esperienza nuova in cui il guardare dentro il deserto getta le basi per guardare al domani che accende l’attenzione sulle volte che abbiamo rimandato al giorno dopo un saluto, una carezza, un perdono…questo articolato guardarci dentro, cuore contro cuore, accende l’attenzione sui piccoli ma significativi gesti quotidiani.
Un abbraccio clandestino riga il volto con una lacrima piena di ricordi e, qualche volta, di rimpianti. Contiamo gli abbracci che non ci stiamo dando perché alla fine faremo “la giornata degli abbracci” e non ce ne separeremo più.
Nel deserto della quarantena sono usciti i cuori anche dei più schivi e rigidi che si avvicinano tirando un bacio, con la speranza di ricevere il calore insostituibile di un abbraccio del quale, sono certi, non vorranno più fare a meno!
Un pensiero va anche a tutti quei ragazzi che sono a casa, in condizioni difficili. A tutte le famiglie che vivono da sempre in emergenza. In questo momento penano l’isolamento quale cassa di risonanza dei conflitti e delle asperità dove quel #iorestoacasa è una pugnalata al cuore peggiore del Corona Virus stesso.
Un pensiero a tutti gli operatori del sociale che in questo momento devono affrontare moltiplicate esigenze con incrementate difficoltà.
Un pensiero a tutte le comunità che si trovano in difficoltà e che non riescono, per vari motivi, a rendere questo tempo un tempo di gioia che tanto meritano i nostri piccoli ospiti.
Un pensiero va a tanti ragazzi, ex ospiti delle Comunità per minori, che sono senza una famiglia e sono soli, ingabbiati nel dubbio e nella paura per il futuro, chiusi in case in cui il tempo, sembra, non passare mai.
Allora, anche se abbiamo fatto un falò di cuori e stiamo bene, anche se giochiamo con gli slogan e guardiamo con fiducia al futuro sappiamo che è un momento drammatico specialmente per i più piccoli. Pertanto, anche se #iorestoaolmopanno, resto guardando al domani consapevole che avrà bisogno anche di me.
CHIARA SALERNO